uomo felice

Qual è la prima cosa che chiederebbe un fantallenatore, alle prese con l’inserimento della formazione, se dovesse incontrare Dio alle 20.25 di un normale venerdì di febbraio? “Schiero Caputo contro il Chievo o Piatek contro la Juventus?”.

Sì sembra assurdo e surreale, ma probabilmente accadrebbe. Lo stesso Luciano Ligabue, in una sua famosa canzone, ci aveva preannunciato – a suo modo – quali sono le priorità di un “italiano medio” alle prese con Dio. “Chi schiero al fantacalcio?” Is the new “Chi prende l’Inter…?”.

I consigli al fantacalcio sono la follia più totale, ma allo stesso tempo fanno parte della nostra realtà e nascondo una verità inconfutabile: la priorità nella vita è avere risposte. Eh sì, da soli non ci sentiamo sicuri.

Abbiamo bisogno di conferme, poco importa chi ce le dà: che sia il nostro macellaio di fiducia, un vecchietto raggrinzito e ricurvo sul giornale alla fermata di un autobus, un giornalista famoso o un estraneo che perde metà della sua sanità mentale, davanti allo schermo di un pc, per rispondere alle domande (di altri sconosciuti) e racimolare così qualche euro per portare la sua ragazza fuori a cena (o scommetterli su qualche evento sportivo, non lo neghiamo).

I consigli per il fantacalcio sono l’emblema dell’insicurezza di un popolo che non sa darsi risposte e aspetta che qualcun altro faccia il lavoro “sporco” al suo posto. Ma c’è anche il rovescio della medaglia, la parte magica del fantacalcio e nel dare consigli.

La parte romantica che solo chi ama davvero sa apprezzare. Perché come i bravi maestri, chi segue i fantallenatori italiani, ha la pazienza e la gioia nel cuore di rispondere, aiutare e sciogliere dubbi che magari, all’apparenza, sembrano banali.

Ecco perché da anni tra chi si occupa di consigli per il fantacalcio circola una ricetta (quasi segreta) per imparare a dare aiuto ai fantallenatori più bisognosi. E noi ve la sveleremo.

Consigli fantacalcio, la ricetta per far felici i fantallenatori

Per quanto ogni fantallenatore creda che chi si prostra a loro, settimanalmente, per dare consigli lo faccia con semplicità e senza chissà quale conoscenza della materia alle spalle, si sbaglia.

Il fantacalcio è “una cosa seria” per prima cosa per chi ci lavora.

Per chi ha fatto di una passione il suo lavoro e il suo impegno quotidiano.

Come un dottore studia per anni e mette in pratica quello che ha appreso, in faticosi anni di sabato sera buttati per stare chini sui libri, chi segue il fantacalcio ha fatto lo stesso magari (e probabilmente) con meno difficoltà, ma con la stessa passione e dedizione.

Dare consigli per il fantacalcio richiede pazienza e serietà come in qualsiasi altro campo.

Chiamateci “Dottori del fantacalcio” o semplicemente “Appassionati”, ma noi abbiamo una ricetta segreta per fare quello che facciamo e oggi ve la sveleremo.

Innanzitutto la dose: quella da nonna alle prese col pranzo domenicale, abbondante.

1 kg di buona volontà e passione.

500g di simpatia e semplicità, questo permetterà di rendere i nostri consigli per il fantacalcio più buoni e leggeri.

Prendete poi un pizzico di cinismo e mezzo cucchiaio di follia.

Al fantacalcio non si può vincere se non si rischia, come nella vita.

A questo aggiungete q.b. (quanto basta) di preparazione, più ce ne mettete più buono sarà il risultato finale.

Ah, si!

Quasi dimenticavamo, la selezione degli ingredienti è fondamentale: bisogna sceglierli tra i più buoni, quindi rifornitevi dai siti più autorevoli e dai giornalisti più in gamba, oppure rivolgetevi direttamente agli allenatori: sono loro che lavorano per primi gli ingredienti.

Una volta che avete mescolato bene il tutto, mettete prima l’impasto in freezer, in modo che si conservi a lungo e sia utilizzabile appena necessario.

Ovviamente l’impasto non è infinito e troverete sempre qualcuno a cui non piacciono i vostri consigli di fantacalcio.

Voi non demordete, continuate a perfezionare la vostra ricetta per rendere la vita dei fantallenatori perfetta.

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